IL LABORATORIO DI MUSICOTERAPIA

 

Il termine musicoterapia deriva dalla fusione di due concetti. Da un lato la Musica, e dall’altro il Curare. Si tratta quindi di una disciplina specialistica (di carattere preventivo e terapeutico-riabilitativo) che utilizza l’espressione musicale (in quanto forma di comunicazione non-verbale) come strumento per intervenire sulla sofferenza e il disagio.
 

La letteratura fornisce numerosi esempi di progetti di successo di musicoterapia con anziani dementi e malati di Alzheimer, dimostrando i benefici che i pazienti possono trarre da sedute di musicoterapia progettate ad hoc. Roberto Bellavigna, un esperto di musicoterapia con pazienti anziani, riporta in un suo articolo le reazioni di alcuni suoi pazienti alle sedute: Questa musica mi fa tornare a dodici anni!” (Assunta); “Queste canzoni sono belle, ci riportano alla gioventù... sembra che possiamo rigustare quell’epoca...” (Rina); “Riascoltare qualcosa che piaceva, sembra si sente un brivido!” (Bruno); “È come rivedere cose già viste” (Maria). Gli anziani malati sono consapevoli degli effetti benefici del fare musica assieme e del potere della musica di “trasformarli” e di ridare loro vita nuova: al termine di un incontro di musicoterapia a cui partecipava, Assunta, una signora di 85 anni, comunicò il suo essere stata bene esclamando: “Noi sbocciamo quando siamo qui a fare musica!”.
 

 

Dall’ottobre 2003 presso la Casa Protetta “Le Robinie” e grazie al fondamentale contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Carpi è attivo un laboratorio di Musicoterapia condotto dal musicoterapista Alessandro Remigio e che coinvolge anziani ospiti della struttura affetti da demenza senile e morbo di Alzheimer. Le attività proposte si pongono alcuni importanti obiettivi che contribuiscono ad un effettivo miglioramento della qualità della vita dell’anziano demente, ricordiamone alcuni:

1. favorire la socializzazione;

2. sviluppare la sensibilità di gruppo: l'ospite prova soddisfazione e benessere dalla sensazione di appartenere ad un gruppo;

3. accrescere l'autostima e la considerazione di se stessi attraverso l'attività creativa;

4. recuperare il presente attraverso il recupero dei ricordi (canzoni ed emozioni);

5. ristabilire contatto con la realtà attraverso la musica;

6. portare sollievo alla propria ansia: durante l'attività l'ospite soffoca il proprio compatimento e l'attenzione sui disturbi somatici;

7. incoraggiare e guidare lo sfogo dell'ira e della frustrazione;

8. favorire l'esercizio fisico attraverso movimenti semplici del corpo danza e uso di strumenti musicali;

9. limitare lo stato di "wandering" tipico dei malati di Alzheimer;

10. aiutare il raggiungimento della motivazione favorendo il rilassamento e, stimolando le libere associazioni, produrre la liberazione di emozioni e di attitudini inconsce;

11. sviluppare l'immaginario come luogo della mente che trova benessere nel fantasticare, nel creare immagini piacevoli di ricordo, di sogno o reali;

12. tessere il "filo sonoro" dall'ospite al conduttore e viceversa che, soprattutto là dove non c'è verbalizzazione, consente una comunicazione unica e speciale.

Con il contributo della

Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi